31 gennaio 2007

Lettera aperta e misogina

Caro Silvio Berlusconi, è totalmente inutile ribadirle quanto lei mi sia simpatico. Entrambi non siamo molto alti (io comunque sono più alto di lei), entrambi laureati in giurisprudenza (io per ora soltanto in Scienze Giuridiche), entrambi con una vivace intelligenza ed uno non spropositato profilo intelettuale. Entrambi arrivisti, entrambi amanti delle donne.

Non sempre ha avuto e avrà il mio appoggio, nel bene e nel male faccio parte culturalmente e socialmente di un'Italia diversa dalla sua, qualcuno mi definirebbe un progressista, altri un radicale, molti un qualunquista. Sta di fatto che difficilmente - ripeto - avrà il mio appoggio, pur disponendo - mi creda - della mia somma stima.

Tuttavia l'esempio smidollato che le vicende riguardanti la lettera inviata da sua moglie Veronica e la sua triste risposta han fornito agli italiani non mi son piaciuti nemmeno un po'. Il leader di una nazione deve essere forte, sicuro, solido. Se non sa nemmeno zittire sua moglie non l'avrà mai vinta con i suoi concittadini.

Molti dicono in queste ore che la vicenda sia frutto di una campagna di immagine, del suo enturage di esperti di immagine. Il problema, a mio modesto avviso, non cambia assolutamente: i destinatari (ipotetici) di tali campagne sono anch'essi degli smidollati che un Capo non dovrebbe tollerare.

Se vuole trasformare anche le sedi istituzionali della Repubblica in un palcoscenico mediatico di terz'ordine come quello che trasmette nei suoi canali televisivi non avrà mai il mio appoggio. Anche se continuerò a stimarla, come uomo, non certo come capo di uno Stato.

La foto non merita commenti: ci sono democrazie che funzionano proprio grazie all'autorità, nonostante sinistri (in tutti i sensi) filosofi parlino di rischio di totalitasmo nella democrazia citando un Tocqueville vecchio, vecchio ormai come l'antica democrazia americana.

Si ringrazia il mio vicino di casa Pasquale che mi ha fornito del ritaglio de La Repubblica.

25 gennaio 2007

Libera circolazione delle opere di ingegno

E' di questi giorni una sentenza della corte di Cassazione (sez. III pen. 33303/01) che ha destato decisamente l'attenzione dei media.

La Cassazione ha annullato la condanna di tre ragazzi torinesi che avevano messo a disposizione, tramite un sistema p2p, opere protette dal diritto d'autore. I ragazzi erano stati condannati, in appello, ai sensi degli artt. 172bis e 171 ter della legge 633/41 (e successive modifiche): condanna annullata in quanto l'azione dei tre imputati non era stata compiuta a fini di lucro come richiedevano le norme.

Ne ho lette di imbecillità a proposito. Anche sulla stampa nazionale più osannata. Sia ben chiaro, non si è legalizzato lo scambio di files via internet: basti ricordare le sanzioni previste dalla stessa legge all'art. 171 [lestamente sollecitato da Joker aggiungo anche l'art. 171 bis, non anche il 171 ter ] e la possibile richiesta di risarcimento danni da parte degli autori, nonché la SIAE.

Quello che mi è piaciuto della sentenza, invece, è stato il riconoscimento implicito (obiter dicta) dell'interesse alla libera circolazione delle opere di ingegno.

Così riflettevo... tante persone di mia conoscenza (me stesso) avrebbero le stesse possibilità intellettive senza libera circolazione di opere di ingegno?

Aspetto con ansia che anche i libri circolino (in modo fruibile) liberamente. Un ritorno al medioevo per il diritto d'autore?

19 gennaio 2007

Tu est puella bona!

Raramente capitano certe fortune.

Qualche settimana fa, tornato dal solito giro domenicale nello spiazzale antistante la chiesa, mio padre portò un libello dalla copertina rossa. Era di un tale Vito Salvatore che ha stampato un raccontino di 116 pagine intitolato «la mia strana storia». Un lessico non certo levigato e curato, una sintassi molto zoppicante e in generale non una strabiliante propensione alla scrittura. Ma non è questo che importa.

E’ un uomo della mia terra, con tutti i difetti e le stranezze che ciò comporta: il suo libro è quanto di più caleidosopicamente fantasioso io abbia mai letto. Di una fantasia senza remore, genuina, ingenua... assurda.

Ad un certo punto l’apoteosi. Il protagonista (che poi sarebbe lo stesso autore, il nostro Pignatarese DOC Salvatore) si trova a sprofondare fortuitamente nelle viscere della terra, dove trova una comunità misteriosa di uomini del sottosuolo. E’ solo, abbandonato, non sa che fare, non capisce nemmeno la loro lingua composta da un misto di latino, pignatarese e italiano. Solo un fortissimo sospetto: che si trovi per caso in paradiso?

Una bellissima fanciulla di questo popolo, alla quale Salvatore da’ il nome di Angelica, lo accudisce... ma lasciamo continuare il racconto al nostro scrittore per caso:

«Una mano fredda fuori e calda dentro fu questa la sensazione che provai, quando Angelica mi toccò la mano. Com’è bello avere un angelo così! Volevo dirgli qualcosa e glielo dissi: “Tu est puella bona”»

Nel caso in cui avreste intenzione di leggere questo lavoro eccelso (e inconsapevole) vi lascio l’indirizzo dell'associazione che dovrebbe aver pubblicato il libello: Associazione Culturale – L’armata Brancaleone, via Papa Giovanni XXIII n. 21, 81052 Pignataro Maggiore (Caserta).

16 gennaio 2007

Perché l'amicizia è una cosa importante...

A seguito della strana idea che è venuta a me e neo_scapigliato (vedi anche l'adesione di ventodiponente) elencherò 5 fenomenali tradimenti da parte di amici che si son affastellati nella mia vita.

1) Fabrizio - La storia sarebbe lunga, lunghissima. Diciamo soltanto dopo un'amicizia durata 5 anni, in cui decisi di preferirlo all'amico Giovanni (vedi storia n. 2) non ha trovato niente di meglio che non telefonare più né di farsi più sentire. Chiaramente tranne per chiedere l'impaginazione della tesi su PowerPoint. La storia recente poi, ha smascherato di come passi gran parte del tempo a parlare di me con le mie ex. Oltre che a provarci con qualsiasi ragazza con la quale io tenti un - se pur minimo - rapporto. Chiaramente s'è tentato il chiarimento (l'allitterazione è voluta), e ne ho ottenuto la lacoonica risposta: "Ma io son fatto così. Mica è colpa mia che mi faccio sentire solo quando mi serve qualcosa". Non sono per nulla incazzato con questo invertebrato - si badi bene - simili persone non meritano la mia attenzione;

2) Giovanni - Anni di amicizia. Il grande amico dell'adolescenza. Le prime sigarette, i primi Pink Floyd, i primi Pearl Jam. Poi pare che abbia detto le peggior nefandezze sulla mia persona che abbia mai sentito, pare a seguito del fatto che io ci provassi con la sua ragazza. Tuttavia queste cose mi furon riferite da tale Fabrizio (vedi supra) e oggi forse la mia prospettiva cambia. Tra le altre cose, qualche anno fa, lo stesso Fabrizio tentò ignominiosamente l'approccio con l'ex di Giovanni... tra l'altro con esiti a dir poco scoraggianti;

3) I boy scout - Semplicissimo. Dopo aver abbondantemente sfumacchiato con me son andati dai loro genitori dicendo qualcosa del tipo che io avessi dato loro caramelle drogate. Ma per fortuna questo mi ha tenuto lontano da loro. Squallide e tristi esistenze;

4) Amici delle medie - Mi han picchiato a calci in pancia per un rigore sbagliato. Anche qui: per fortuna che ciò mi ha tenuto lontano in seguito dal calcio e da tali simili - inutili - esistenze;

5) La camorra - Ricordo vagamente che all'età di circa 14 anni qualcuno non volle più vedermi perché derisi le vanterie che faceva riguardo una sua parentela di n-esimo grado con una qualche specie di boss. Anche questo significa vivere a Pignataro.

Concludo promettendo solennemente che codesto sarà l'ultimo post autoreferenziale che scriverò per un po' di tempo.

In foto, R. Magritte, Il figlio dell'uomo, 1964

12 gennaio 2007

Fantastico concorso

Mentre una inutile e noiosa Italia starnazza sull'almanacchìo mediaticon intorno ad Erba e la sua strage, noi pensiamo a cose più costruttive.

Per la serie "rendiamo questo blog sempre più autoreferenziale" si è deciso - in collaborazione con l'amico neo scapigliato - di far partire la fantastica sfida: "chi ha avuto gli amici più bastardi".

E sarete voi carissimi lettori a giudicare i fantastici tradimenti che han subito mugnolo e neo scapigliato da quelli che si volevano definire loro amici.

E se c'è qualcuno che voglia unirsi in questa tristissima pratica catartico-espiatoria è ben accetto.

In pochi punti il regolamento:

1. I candidati dovranno scrivere un post di lunghezza ragionevole parlando di cinque amici che hanno significativamente inciso negativamente sulla propria esistenza. 2. I nomi degli amici possono essere indicati anche mediante di iniziali punteggiate. E' obbligatorio tuttavia indicare per esteso il nome di battesimo degli stessi. 3. Il post dovrà necessariamente indicare il permalink a questo bando di gara su i blog di mugnolo e neo_scapigliato. 4. A giudicare saranno i commenti ai post. 5. Per partecipare basta lasciare un commento al post indicante il bando di gara. 6. Per partecipare il post dovrà essere pubblicato entro, e non oltre, la mezzanotte del 17 gennaio.

In foto, E.Munch, Autoritratto, 1906

09 gennaio 2007

Nuovi media, vecchie abitudini

Invitato da m1979 parteciperò ad un giochino molto di voga sul web. Si tratta di una catena (partita chissà come, chissà dove) in cui un blogger rivela le "cinque cosa che ancora non sapete di me" e invita altri amici blogger a far lo stesso. Finalmente ho la scusa buona per far "blogging autoreferenziale".

Al via con le scottanti rivelazioni:

1) Quello che vedete nella foto è il pc con il quale è realizzato questo blog, un vero e proprio residuato bellico che i miei genitori mi regalarono nel natale del 2000.

2) Ho una sfiga pazzesca con gli amici. Con l'ultimo, poi, credo di aver toccato l'apice. Non vi tedio con la mia vita personale, diciamo soltanto che, mentre io cercavo di pagargli qualche bella ragazza per aiutarlo a scoprire la sua vera sessualità, lui mandava foto e chiedeva appuntamenti ai miei contatti messenger. E come se non bastasse raccontava alle mie ex delle recensioni sessuali che il sottoscritto, del tutto in buona fede, alcune volte decantava alla seconda (o terza, o quarta...) birra.

3) La mia più grande aspirazione nella vita è diventare una blogstar. Però poi ci penso bene mi dico che forse è meglio se lascio fare le blogstar a gente come Sw4n e mi dedico alle mie cose.

4) (Che poi sarebbe una specificazione del n. 3) Vorrei essere una blogstar per provarci con Dania.

5) Dimentivavo la cosa più importante: da bambino son caduto con la testa nel cesso e da allora son diventato un sessuomane folle più pericoloso del marchese de Sade.

Detto questo chiedo scusa ai miei lettori, chiudo questa becera parentesi e dal prossimo post ci dedicheremo alle nostre becere questioni. E passo la palla a Nanu, L'uomo ha da puzzà, Black Star, Joker e Alsoit.

07 gennaio 2007

Antonello Piroso superstar

Quando ho dovuto comprare il "vestito buono" per la tesi di laurea ho avuto vere e proprie crisi di panico, comportamenti irrazionali, crisi di identità. Alla fine, grazie all'ispirazione fornitami dal direttore del tg di LA7 Antonello Piroso, sono riuscito a superare la crisi: un bel gessato e via.

Nel frattempo anche il resto del mondo subiva il fascino di quest'uomo. Il Piroso è diventato un vero e proprio mito mediatico. Straordinaria la sua esclamazione il primo dicembre scorso, "Questo è un paese di merda!", che gli ha dato non poca popolarità e simpatia.

Ultima di questa escalation è la nascita di una folta schiera di seguaci sulla rete. Infatti il fascinoso giornalista vanta ben due blog a lui dedicati: "Pirosicando" e "I pirosiani".

Forza Antonello: porta avanti la bandiera di noi intellettuali dal gessato e la battuta discreta sempre pronta!

04 gennaio 2007

L'albatros poeta

«Aligiganto princinuvolo.

Animale cui la natura ha riservato una ben strana sorte. Quando vola (figura in alto) è bellissimo, regale, slanciato. L'aria è il suo regno. A terra (figura in basso) è goffo, impacciato, ha difficoltà a muoversi. Perciò, se vedete un albatros poeta, attenzione: non deridetelo se è brutto e goffo. Forse è capace di volare là dove voi non arriverete mai, e diventare bellissimo. Però è meglio controllare. Ci sono albatros che non hanno mai volato in vita loro, vivono benissimo a tèrra e sospirano "Ah, solo quando mi innalzo lassù mi sento vero". In realtà passano tutto il loro tempo a mangiare e a far salotto tra loro. Il grande albatros poeta Princinuvolo a riguardo disse: "Non si può sempre vivere alzandosi da terra, ma ci sono troppi miei colleghi che si alzano solo da tavola!"»

STEFANO BENNI, Stranalandia, 1984 ( disegni di Pirro Cuninberti)

Chiaramente si fa riferimento all'Albatros di Baudelaire.

Volevo far da tempo far questa citazione, "Non si può sempre vivere alzandosi da terra, ma ci sono troppi miei colleghi che si alzano solo da tavola!" credo sia qualcosa di veramente geniale.

In ogni caso, ricordatelo bene, per volare alto ci vuole "qualcosa di divino". Ne sa qualcosa anche Gigliola Cinquetti e il suo mefitico inneggiamento alle coppie di fatto.