8 novembre 2006

De diversitate

Il post di questa sera doveva essere sensibilmente diverso, avrei dovuto citare 1984 di George Orwell a proposito dello splendido gioco dell'impiccato regalato da un tabloid inglese ai suoi lettori in onore della futura impiccagione di Saddam Hussein. Invece sono qui per trattare della diversità, e mi scuserete per il titolo a mo' di scrittore rinascimentale in volgare.

Subito una premessa: non son di quelli che godono o trovano fondamento esistenziale nell'essere diversi, pare sia diverso anche in questo.

Bando alle ciance: snocciolo subito alcune mie esperienze al proposito, poi cercheremo di chiudere con una bella citazione:

1. Qualche settimana fa con tutta la serietà del caso sono stato definito non normale da una ragazza, i motivi contano poco (approfitto per salutare questa mia amica che pare trovi interessante questo blog, per quanto strano).

2. Per i miei genitori io sono diverso, strano per definizione. Non riescono nemmeno a vedere sbocchi lavorativi in questo mio essere diverso.

3. Due miei colleghi universitari questa mattina, colleghi attempati e atipici, padri di famiglia, lavoratori e credo sulla quarantina mi han definito (lusinghieramente) diverso dai miei coetanei, anche se avevano timore della mia solitudine.

4. Qualche giorno fa un mio amico era abbastanza intristito dal fatto che una ragazza lo abbia bollato come strano, dal comportamento incomprensibile.

Dove andare a parare ora? Che la diversità sia diversità anche nel destino e non sia solitudine:

"In verità un vento forte è Zarathustra per tutti i bassopiani; e tale consiglio consiglia ai suoi nemici e a tutti quelli che sputano e vomitano: «Guardatevi dal vomitare contro il vento!»"

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE, Così parlò Zarathustra, 1884

3 commenti:

simone ha detto...

Beh. Se può confortarti a me lo dicono dalla nascita.
Alla fine me ne sono convinto.
E ci sto bene.

Arte ha detto...

Meglio essere diversi che omologati!

mugnolo ha detto...

Finché ci sarà ancora qualche diverso a tenermi compagnia, ne varrà la pena...